JAPIGIA GAGI


di Giovanni Princigalli Italia - 2003 - 59' - minidv - Princigalli Produzioni
Supervisione scientifica: Francesco Cassano (Università di Bari)
Montaggio: Francesco De Napoli con il contributo di Luca Gasparini
Suono: Giovanni Princigalli e Francesco De Napoli.
Musica: Dainef Tomescu, Maria Grazia Abbatantuono, Lorenzo Mannarini, Giovanni Chiapperini, Giovanni Princigalli.
Produzione: Antonio Princigalli (Princigalli Produzioni) con il patrocinio dell’Università di Bari (Dipartimento di Scienze Storiche e Sociali) e la Provincia di Bari (Assessorato alla Solidarietà Sociale).
Distribuzione: DER, Documentary Educational Resources

Rom: la nostra umanità, uomo zingaro; Gagio: l'altra umanità, uomo non zingaro; Japigia: antico nome della Puglia.
Secondo una leggenda Japige, figlio di Dedalo, scappò da Creta alla guida di sette fanciulli e sette fanciulle. Sbarcò su questa terra e fondò una città per ogni coppia di fanciulli in modo che ognuno avesse un luogo da cui non emigrare o scappare mai più. Tra queste città il capoluogo pugliese, Bari.

Oggi Japigia è un quartiere alla periferia di Bari, e qui vive una piccola comunità di rom fuggiti dalla Romania.
Lungo una strada trafficata una giovane rom chiede l'elemosina agli automobilisti. E' immersa in lunghe colonne d'auto: gli autisti sono invisibili, nascosti nelle loro vetture. La donna passa di auto in auto: ha un viso teso, spesso si arrabbia. Sbuffa, ha il broncio. Ma ad un tratto ecco finalmente uno spicciolo: sorride e cammina contenta.
Cosa c'è oltre questa immagine? Cosa si nasconde dietro il semaforo? Una piccola strada non carreggiata unisce/divide il mondo grande dei gagi (Japigia Gagì) e il mondo piccolo della comunità rom.
Il campo fatto di baracche di legno è circondato dagli alti ed enormi palazzi della periferia: un villaggio nel bel mezzo di una foresta, la cultura circondata dalla natura o se si preferisce da un'altra cultura.
Il campo è abusivo e sorge su un terreno privato. Per motivi igienici il pericolo di sgombero da parte del Comune è incombente. Due volontari seguono da vicino la vita nel campo. Per evitare lo sgombero, la parrocchia rionale e la diocesi mettono a disposizione alcuni prefabbricati ed un terreno di loro proprietà. Ma in cambio i rom devono mandare i bambini a scuola.
Nel frattempo impariamo a conoscere la comunità attraverso gli occhi di alcuni suoi componenti: Dorina (detta Felicira), una ragazza di 17 anni rinchiusa in un istituto per minori che attende che il giudice la rimandi dai genitori a Japigia; Dainef (detto Artisian), un uomo di 35 anni che attende invece l'arrivo di sua figlia dalla Romania; Daniela (detta Aida) di 14 anni, che sogna di fare la top model e Laura (detta Isaura) di 11 anni, che anziché andare a scuola vorrebbe andare con la madre ai semafori.

Japigia gagi ha partecipato a molti festival e competizioni internazionali.
Japigia gagi fa parte del circuito Documè

 
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