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Silvia Gallerano


Silvia Gallerano

 

Silvia Gallerano (Milano) attrice, diplomata alla Civica Scuola d’Arte Drammatica “Paolo Grassi” di Milano, ha studiato e lavorato con molti artist* e regist* italiani e internazionali tra cui, Gabriele Vacis, Maria Consagra, Renata Molinari, Marcel Marceau, Hal Yamanouchi, Julie-Ann Stanzak del Wuppertal theatre, Monica Francia, Claude Coldy, Yoshi Oida. E’ autrice dello spettacolo “Assola. Elogio della solitudine”, vincitore di una menzione al Premio Scenario 2003, ancora in tournée e di cui è anche regista e interprete.
Nel 1999 crea insieme ad altre compagne la Compagnia Teatrale “Collettivo Dionisi”, che fonda il suo lavoro sulla drammaturgia contemporanea. Dal 2002 la compagnia ha una sede a Musocco, dove ha allestito i suoi uffici, una sala prove e una foresteria per lavoratori dello spettacolo. Porta una pillola di: "Il giorno che comincio. dedicato alle ragazze di Genova" di Gigi Gherzi, spettacolo nato da un lavoro di interviste a giovanissime partecipanti alle manifestazioni contro il G8.

pillola: Il giorno che comincio - dedicato alle ragazze di Genova
Testo e regia Gianluigi Gherzi, Attrice-autrice Silvia Gallerano, Drammaturgia video Francesca Marconi
Comunità coinvolte:Operazione Makaja, Centro Sociale Autogestito Deposito Bulk di Milano
Testimoni: Alessia, Anna, Arianna, Camilla, Diana, Franz, Martina, Tommy di Operazione Makaja
Organizzazione: Alessandra Maculan

Una città del Nord.
A quindici, sedici, diciassette anni sentire che qualcosa non va.
Uscire dalla scuola. Uscire dai pub. Uscire dalle case. Guardarsi attorno.
Un’idea: prendersi un posto, viverci.
Spostare le macerie. Chiedersi: che ci faccio qui?
Sentire i fratelli maggiori che danno consigli.
Non ascoltarli troppo.
Sentire le parole della politica.
Provare a reinventarle.
Svicolare dalle identità fisse.
Rifiutare i ruoli e le maschere
che qualcuno ha già preparato per te.
Libertà dal conosciuto.
Libertà dalla memoria
intesa solo come fardello.
Provare a stare bene, qui e adesso.
Tra le spine della birra e la musica dei concerti.
In mezzo ai computer.
Tra le ruspe che buttano giù quello che hai costruito.
Poi gli otto grandi.
Le zone rosse.
La violenza e la morte.
Provare ad attraversare tutto questo.
Senza che nessuno ci rimanga sotto.

Un’attrice-autrice da vita alle parole delle ragazze testimoni. Parole di entusiasmo e di stupore, di confusione e smarrimento. Sentimento che si fa politico. Politica del sentimento. Immagini che scorrono come amplificazione del sentimento, che si fanno visione e paura, osservazione e poesia. Musica meticcia. Stili intrecciati e sovrapposti, dance hall esistenziale.
Rifiuto totale di santificarsi. Di santificare Genova. No retorica. Domande tante. Domande grandi che nascono da un’età piccola. Per chi vuole imparare a fare tesoro.