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Maria Pia Brancadori


Maria Pia Brancadori


Sono nata sull’adriatico marchigiano nel 1951, approdo a Roma per l’Università nel ’69 e nei primi ’70 inizio la mia navigazione di femminismo nel collettivo delle fuorisede nella neonata casa della studentessa di Casalbertone, intanto vedo film inimmaginati al Filmstudio ’70 di Annabella Miscuglio e mi laureo in Teoria e Tecniche delle comunicazioni di massa e Semiologia del cinema con la prof. Evelina Tarroni. Da lì a qui vari lavori, incontri e case, possibilmente in amicizia. A Firenze tra la fine degli anni ’80 e i primi ’90 ho condiviso percorsi politici e di senso con le amiche dell’Associazione Donne Insegnanti e della Libreria delle Donne ed usufruito di una bella comunità femminile. Attualmente vivo a Cagliari dove insegno filosofia, condivido con altre/i il Movimento politico di autoriforma gentile della scuola, con alcune compagne del Centro studi e documentazione il laboratorio “Screditare le parole vuote” www.cdsdonnecagliari.it e, con chi vuole, le visioni e le conversazioni della Circola. Scritti vari in testi collettivi, riviste cartacee e on-line.

Circola nel cinema Alice Guy è un circolo di cinema e cultura audiovisiva promosso da donne che variamente si occupano di cultura, cinema e comunicazione o che semplicemente ne usufruiscono. Nel nome porge simbolicamente omaggio alla prima grande regista della storia del cinema (non citata nelle storie canoniche)
L'obiettivo primo è quello di far conoscere, promuovere e valorizzare la produzione delle donne nel cinema e nelle varie forme della comunicazione audiovisiva, cibernetica e virtuale: registe, sceneggiatrici, attrici e produttrici ma anche professioniste e tecniche, ricercatrici e studiose ed insieme di dar spazio e valore ai punti di vista critici delle spettatrici. L’intento è di contribuire a sviluppare un tessuto culturale diffuso di riconoscimento e valorizzazione della produzione delle donne nella comunicazione pubblica e ad utilizzarne la ricchezza di linguaggi, contenuti e valori. L'orizzonte è quello della significazione libera della differenza sessuale: cioè teniamo a sottolineare la realtà delle donne e delle loro produzioni di contro alla banalità degli stereotipi sessisti e culturali; ciò per la migliore convivenza di tutte e tutti. Abbiamo iniziato La Circola, come più brevemente ci chiamiamo, nel ‘96 a Cagliari a partire da una serie di conversazioni e visioni dalle pioniere alle riioot girls.
Sin dagli inizi abbiamo un sito web autogestito www.cinemadonne.it presso il Server donne Orlando www.women.it di Bologna perché riteniamo molto importante abitare e condividere gli spazi liberi della comunicazione e delle nuove tecnologie.
Le socie fondatrici del circolo siamo amiche che vivono in varie parti del mondo, per motivi di lavoro e di scelta. Attualmente siamo dislocate tra Cagliari e la Sardegna, Bologna, Madrid, Algeri.
Intratteniamo relazioni di comunicazione e scambio con il Laboratorio Immagine Donna di Firenze l’Associazione Lucrezia Marinelli di Milano , i festival del cinema delle donne in Italia e nel mondo.

pillola: con_figur a_ zioni
Al festival del cinema di Venezia del 2003 ho avuto l’occasione di incontrare una ragazza iraniana quattordicenne che presentava lì il suo film di montaggio Lezate divanegi, Joy of Madness in inglese, Il Piacere delle follia in italiano, lavoro di backstage raccolto in accompagnamento della sorella Samira Makhmalbaf a Kabul quando vi preparava Alle cinque della sera. Racconterò il punto di eccentricità e coscienza di Hana Makhmalbaf e lo scompiglio del suo essere imprevista, tecnicamente e politicamente!
Tirerò poi qualche filo sul lavoro di Samira (La Mela, Lavagne, 11/9, Alle cinque della sera) nell’intento di riguardare piste possibili delle significazioni e del lavoro delle immagini. Ovvero, quel che accade, immagini e pensieri d’esperienza: l’immagin-azione fra noi. Faccio riferimento ad un breve saggio che ho scritto, pubblicato in AAVV. Lingua bene comune. Città aperta ed. 2006.