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Incontri e conversazioni


INCONTRI e CONVERSAZIONI CON LE ARTISTE



sabato 10 novembre
a cura di Cristina Bracchi, letterata Università di Torino


KAHA MOHAMED ADEN

Kaha Mohamed Aden è nata a Mogadiscio nel 1966. Lasciata la Somalia sull’orlo di una guerra civile, e suo padre, Mohamed Aden Sheikh prigioniero politico (1982-1988) sotto la dittatura di Siad Barre, dal 1987 è residente a Pavia, dove si è laureata in Economia, e nel 2001 ha conseguito un master alla Scuola Europea di Studi Avanzati in cooperazione e sviluppo presso l’istituto Universitario di Studi Superiori della stessa Università.
Si occupa di tematiche relative all’immigrazione, in particolare intercultura e mediazione culturale, e nel 2002 le è stata conferita l’onorificenza cittadina San Siro di Pavia per “l’attività nel campo della solidarietà, della tolleranza e dell’integrazione”.
Ha collaborato con un'introduzione al libro di Cristina Morini La Serva Serve: le nuove forzate del lavoro domestico (Derive/Approdi 2001), alla selezione e alla lettura di poesia Africana del PAC (Padiglione d'Arte Contemporanea di Milano, 2003) e il suo spettacolo teatrale Mettiti nei miei panni; memoria, complicità e legami tra donne attraverso la storia di abiti e tradizioni lontani, promosso dal comune di Pavia in associazione con il comitato per le pari opportunità del Comune di Pavia e dell’Università di Pavia, è stato messo in scena nel 2003.
Attualmente insegna all’interno di un corso promosso dalla ONG VIS (Volontariato Internazionale per lo Sviluppo) per la attività di formazione, educazione e cooperazione allo sviluppo.


IGIABA SCEGO

Ha 31 anni, è nata in Italia da genitori somali espatriati nel 1969. Ha undici fratelli sparsi per il mondo ed è cresciuta a Roma.
Lavora in una libreria, sta svolgendo un dottorato in pedagogia. Il suo primo romanzo si intitola Rhoda (Sinnos Editrice, 2004).
Suoi racconti sono compresi nell'antologia Pecore nere, Laterza, 2005.


giovedì 15 novembre
a cura di associazione a-titolo

CLAUDIA LOSI
(Piacenza, 1971)

Il Lavoro di Claudia Losi è legato all’esperienza diretta della natura, l'uso del ricamo si lega a una riflessione sul tempo, la natura, le storie individuali e collettive.
Nell'opera di Losi, l'atto del cucire e del ricamare è 'pensiero tattile, associato al camminare, al misurare col passo gli spazi della natura, e al tempo stesso è immagine della creazione di rapporti: attraverso il coinvolgimento di ricamatrici residenti in luoghi diversi e lontani, con vicende personali spesso difficili, Losi punta a intrecciare relazioni tra esperienze, situazioni, modi di vita e di conoscenza.
Ad esempio, in Places-Appennini sei donne provenienti da diverse nazioni ricamano altrettanti pezzi di tessuto: su ognuno di essi è tracciato uno schematico profilo degli Appennini da cui le donne –sedute in cerchio a chiacchierare- partono per creare figure di loro fantasia.
Stesso concetto sta alla base di Etna Project, dove però il tessuto è diviso in ben sedici parti, ha sopra un disegno delle lave vulcaniche, ed è ricamato da otto peruviane e otto marocchine.


venerdi 16 novembre

MARZIA MIGLIORA
(Alessandria, 1972)

La trentaquattrenne torinese Marzia Migliora è una degli esponenti più giovani dell'arte neo-concettuale che si sta affermando in Italia. Ha collaborato con diversi musei e fondazioni, con mostre personali.
E' assai raro, soprattutto in Italia, trovare artisti dell'ultima generazione nel cui lavoro la dimensione progettuale appaia al tempo stesso come componente strutturale e come oggetto di una sistematica analisi teorica.
E il caso di Marzia Migliora, che dal 1995 opera dentro gli spazi discorsivi del museo.
Ad esempio, Sotto-vuoto è un'analisi del museo di storia naturale come istituzione paradigmatica del pensiero occidentale moderno, luogo di rappresentazione della memoria collettiva denso di componenti tattili e teatralizzanti.
La Migliora sembra dunque operare una critica della trasparenza della rappresentazione, e particolarmente di quella generalmente associata al mezzo fotografico come strumento di documentazione.


sabato 17 novembre o mercoledì 14 novembre

GIULIA CAIRA

Giulia Caira è l'autore e il soggetto delle sue fotografie. In questo senso si riconnette a una vicenda che ha visto, a partire soprattutto dagli anni Settanta, numerose artiste usare il proprio corpo come mezzo, attraverso modalità estranee alla cultura figurativa maschile dominante.
Appartiene alla giovane generazione di fotografi che affrontano la fotografia non come una disciplina e per i quali essa ha perso le caratteristiche tecnico-compositive storicamente assegnatele. Benché consapevole delle possibilità concesse da un suo utilizzo non ortodosso, Giulia Caira considera la non indifferenza del mezzo come fondante della sua pratica artistica.
Aiutata da un massiccio ricorso al trucco e al travestimento, opera attraverso la declinazione di molteplici possibilità d'essere. Una sorta di ricerca del sé che si sviluppa attraverso il doppio registro della finzione e del rituale.
Una ricerca intrapresa nel 1994, anno nel quale esordiva in ambito torinese, e che nel tempo si delineava parallelamente come un vero e proprio processo di autoscopia.
Un work in progress che l'ha portata a padroneggiare oggi con notevole disinvoltura le possibilità espressive del suo corpo, consentendole di saggiarne i limiti e conseguentemente di forzarli, consapevole di quella vulnerabilità, rilevata da Susan Sontag, che l'osservatore ha dinnanzi alla fotografia, in maggior grado che di fronte alla realtà.



mercoledì 14 o sabato 17 novembre

INVENTATA DA UN DIO DISTRATTO. MARIA LAI
di Marilisa Piga e Nico di Tarsia
a cura di Pia Brancadori

Autrici e registe lavorano insieme dal 1991, attraversando diversi media: dalla radio, alla TV alla produzione di film indipendenti e documentari. Marilisa Piga vive a Cagliari e lavora tra Cagliari e Roma. Nico di Tarsia vive a Roma e lavora tra Roma e a Cagliari. Nel 1999 hanno creato la PAOFILM S.r.l. Produzioni Audiovisive Originali. Nel 2000-01 hanno realizzato il documentario “ Inventata da un Dio distratto - Maria Lai” la storia e le opere dell’artista di Ulassai:Maria Lai,ottantacinquenne artista bambina, narratrice di fiabe e di leggende. Talento manifesto sin dalla giovinezza, ma di carattere schivo, ha esposto alle mostre con larghi intervalli di tempo. Dagli anni Settanta ha sviluppato un linguaggio originale nella produzione di tele cucite che generano scritture illeggibili e materiche, evocative di stati d'animo e di pensieri. A partire dagli anni Ottanta la sua ricerca artistica è stata rivolta soprattutto agli interventi sul paesaggio, su vasta scala, come l'azione Legarsi alla montagna del 1981 sulla quale Filiberto Menna scrisse delle pagine importanti, o di contenuto come l'installazione per il Museo dell'Olio a Farfa, vicino Rieti.